Architettura
Genius Loci
- Proceno (VT) - Italia
Genius loci indica l’insieme di significati sedimentati in un luogo: in architettura si riferisce alla ricerca della matrice tipopologico-spaziale di un insediamento umano e del paesaggio che abita. In questa particolare regione detta Etruria esiste un fenomeno geologico denominato Vie Cave, una trama di forre e voragini che scavano i paesaggi tufacei dell’Alto Lazio. Questa spazialità rivela la poetica abitativa di questo territorio ed è in questi anfratti che i primi abitanti stabilirono la loro dimora. Gli insediamenti sedentari e successivamente i borghi sorti in questa stessa area hanno conservato la tradizione e la memoria spaziale di questo antico abitare, modellando tracciati urbani che evocano e rimandano a quelle specifiche atmosfere – come ad esempio le strade, sempre delimitate da quinte urbane, esattamente come le pareti tufacee delle vie cave. Immaginando che sia qui che alberghi il genius loci di Proceno, il progetto vuole confrontarsi, dialogare ed esprimere le suggestioni, la memoria, l’identità e le storie del luogo, componendo spazi che ricerchino una sincera poetica con la materia territoriale e culturale del borgo stesso.
I percorsi sono trincee semi ipogee cavate dalle pendici tufacee di Proceno: esattamente come le Vie Cave, sono cavità improvvise nel paesaggio naturale che viene lasciato intatto. Questi percorsi fungono tanto da sostruzioni per contenere lo smottamento in atto delle pendici del borgo quanto un invito alla scoperta, esplorazione e conoscenza della ricchezza tellurica e geologica del paesaggio, un contatto col mondo ctonio del borgo stesso. Il tessuto di questi sentieri risarcisce e restaura l’antica viabilità di Proceno, ristabilendo l’antico e originale accesso all’insediamento, la Porta del Bottino, e ricucendo le emergenze storico-architettoniche del borgo. I vuoti urbani e le fratture dovuti alle frane e agli smottamenti che hanno interessato il borgo sono risarciti mediante nuova costruzione: questi interventi puntano a ricomporre il tessuto urbano, ma su una quota differente. La trama urbana è ricucita mediante padiglioni ipogei che animano le cavità del sottosuolo: essi fungono da raccordo tra i percorsi del borgo e i nuovi percorsi ipogei, completando il tessuto compromesso e ponendosi come sostruzione a consolidamento dei margini cedevoli del borgo senza intaccarne l’immagine. I padiglioni diventano uno spazio pubblico che ospita attività di conoscenza e valorizzazione del territorio ad uso di cittadini, turisti, pellegrini, escursionisti; il risultato è una composizione dinamica di piazze, scorci, percorrenze e terrazze panoramiche che dialogano e si aprono sul paesaggio di Proceno in un caleidoscopio di quote, spazialità, viste, scenari, atmosfere.
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