Studio JADL

ex Galateo di Lecce

ex Galateo di Lecce – Il percorso di valorizzazione dell’ex Galateo, oggi riconosciuto anche formalmente come bene monumentale.
Architettura

ex Galateo di Lecce

committente:
Lecce Social Housing

capogruppo:
Studio Amati

progetto architettonico:
Orazio Carpenzano [coordinatore]
studio.dismisura
Betta Capitaneo
Francesco D’Ambrosio
Studio JADL
Andrea Parisella

strutture e impianti:
Vincenzo Gigli – ViSa Engineering s.r.l.

consulenti:
Giovanni Carbonara [restauro]
Eugenio Arbizzani [tecnologia dei sistemi edilizi]
Lucina Caravaggi, Daniela De Leo, Cristina Imbroglini [progettazione urbanistica e del paesaggio]

Dall’iniziativa della comunità leccese di restituire dignità e funzione a uno degli edifici simbolo della città – da oltre vent’anni in stato di abbandono – nasce una proposta progettuale fondata su un’attenta interpretazione del contesto esistente. Il percorso di valorizzazione dell’ex Galateo, oggi riconosciuto anche formalmente come bene monumentale, si configura come un processo di rigenerazione che mira a conciliare tutela e trasformazione, preservando l’identità architettonica del luogo e, al tempo stesso, rispondendo alle nuove esigenze dell’abitare contemporaneo.

Edificato nel 1934 come sanatorio, il complesso sorge nel settore meridionale di Lecce, in un’area originariamente liminare e a diretto contatto con il paesaggio naturale, secondo una logica insediativa che privilegiava orientamento, salubrità e apertura visiva. Questo rapporto tra architettura e natura è stato progressivamente compromesso dalla realizzazione della circonvallazione urbana, oggi divenuta uno degli assi viari principali della città, che ha separato fisicamente il manufatto dal centro consolidato.

La proposta progettuale si fonda su un approccio tipico degli interventi di rigenerazione urbana e paesaggistica, dove le nuove configurazioni funzionali e spaziali emergono da un rinnovato dialogo tra l’organismo architettonico e il tessuto urbano. Attraverso operazioni di sottrazione ed addizione, si punta a preservare l’impianto volumetrico originario, concentrando l’intervento sulle relazioni tra edificio, parco e città. L’obiettivo non è tanto riscrivere la forma, quanto riattivare un sistema di connessioni in grado di restituire al Galateo un ruolo attivo nella vita urbana.

In quest’ottica, l’articolazione degli spazi aperti assume un ruolo centrale: la creazione di una rete di percorsi porticati e l’inquadramento dei giardini interni come spazi dinamici e permeabili rafforza il legame con la città storica, restituendo continuità tra il tessuto urbano e l’infrastruttura ambientale del parco.

Il progetto si misura anche con le dimensioni ecologiche e terapeutiche del luogo, recuperando la memoria del sanatorio come architettura della cura. L’utilizzo di essenze arboree selezionate, capaci di favorire la qualità dell’aria e la salute psicofisica, si innesta su una lettura stratigrafica del verde: dal disegno originario del parco alle trasformazioni intervenute nel tempo, fino ai processi spontanei di rinaturalizzazione avvenuti durante il lungo abbandono.

L’ex Galateo si rivela così un progetto che lavora sulla soglia tra conservazione e innovazione, tra memoria e futuro, dove l’architettura si fa infrastruttura di relazione e dispositivo culturale per la rigenerazione urbana.

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