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Regolamento Edilizio Roma 2026

Regolamento Edilizio Roma 2026
Regolamento Edilizio Roma 2026: nuove regole per sostenibilità, comfort abitativo, progettazione green e incentivi MBE.

Regolamento Edilizio Roma 2026

Regolamento Edilizio Roma 2026 – Nuove regole green per progettare e ristrutturare a Roma

A Roma il modo di progettare cambia – Regolamento Edilizio Roma 2026 – Con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 90 del 12 maggio 2026, il Regolamento generale edilizio viene aggiornato con l’introduzione del nuovo Titolo III bis, dedicato ai requisiti prestazionali degli edifici in materia di sostenibilità ambientale, adattamento climatico, efficienza energetica e comfort abitativo.

Il PDF della Deliberazione n. 90/2026 è il riferimento principale per comprendere la portata della modifica: non si tratta di un semplice aggiornamento formale, ma di un passaggio rilevante per progettisti, imprese, proprietari e operatori immobiliari che intervengono sul patrimonio edilizio romano.

Non significa, però, che ogni piccola ristrutturazione sia improvvisamente travolta da nuovi obblighi. Ed è proprio questo il punto da chiarire.

Cosa introduce il nuovo Titolo III bis

Il nuovo Titolo III bis del Regolamento Edilizio di Roma riguarda i “requisiti prestazionali degli edifici” riferiti a tre grandi temi:

  • mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
  • compatibilità ambientale;
  • comfort abitativo.

In termini pratici, Roma Capitale porta dentro il Regolamento edilizio concetti che fino a pochi anni fa erano spesso considerati “accessori”: gestione delle acque meteoriche, riduzione dell’effetto isola di calore, permeabilità dei suoli, materiali a basso impatto, integrazione degli impianti da fonti rinnovabili, ventilazione, mobilità sostenibile.

Il progetto edilizio, quindi, non viene più valutato solo come insieme di volumi, distanze e destinazioni d’uso, ma anche come intervento capace di incidere sulla qualità ambientale della città.

A quali interventi si applicano le nuove regole

Il punto fondamentale è l’ambito di applicazione. I requisiti più importanti del Titolo III bis non riguardano indistintamente ogni intervento edilizio.

Le nuove prescrizioni si applicano principalmente a:

  • ristrutturazione urbanistica;
  • nuova costruzione;
  • ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione;
  • interventi sull’intero edificio con incremento superiore al 15% della volumetria o della Superficie Utile Lorda esistente.

Questo significa che una normale pratica edilizia per lavori interni, una CILA per diversa distribuzione degli spazi o una ristrutturazione leggera su una singola unità immobiliare non ricadono automaticamente nel pacchetto completo degli obblighi del Titolo III bis.

Attenzione però: alcune norme generali e alcune disposizioni regionali restano comunque rilevanti. In particolare, gli interventi sul patrimonio esistente devono essere sempre valutati in rapporto a PRG, NTA, vincoli, requisiti energetici e disciplina urbanistica vigente.

Regolamento Edilizio Roma 2026 – Relazione tecnica ambientale: il nuovo documento chiave

La novità più rilevante per i tecnici è la nuova Relazione tecnica di Compatibilità Ambientale, Efficienza energetica e Comfort Abitativo.

Questa relazione, redatta da tecnico abilitato, dovrà dimostrare la conformità dell’intervento ai requisiti previsti dal nuovo Titolo III bis e dalle Linee Guida allegate alla Deliberazione.

In sostanza, non basterà dichiarare che un progetto è “sostenibile”: sarà necessario dimostrarlo con elaborati, verifiche, schede tecniche, tabelle e soluzioni progettuali coerenti.

La Relazione diventa anche il documento centrale per accedere agli eventuali incentivi di Miglioramento Bioenergetico. In fase finale, inoltre, il Direttore dei Lavori dovrà attestare la corrispondenza tra quanto progettato e quanto effettivamente realizzato.

Le principali novità progettuali per il Regolamento Edilizio Roma 2026

Tra i temi più rilevanti introdotti dalla Deliberazione n. 90/2026 ci sono:

Regolamento Edilizio Roma 2026: Energia e impianti

Il Regolamento spinge verso edifici più efficienti, integrazione di fonti rinnovabili, impianti evoluti e progressiva riduzione del ricorso a fonti fossili nei casi previsti.

Particolare attenzione viene posta anche alla ventilazione meccanica controllata, soprattutto nelle unità mono-affaccio, dove il tema della qualità dell’aria interna diventa centrale.

Acque meteoriche e risparmio idrico

La gestione dell’acqua entra pienamente nella progettazione edilizia. Il Regolamento introduce criteri per raccolta, accumulo, riuso delle acque meteoriche e separazione delle reti, con attenzione al drenaggio urbano e alla riduzione del carico sulle infrastrutture pubbliche.

Permeabilità e isola di calore

Le aree esterne non possono più essere trattate come semplici spazi residuali. Superfici permeabili, verde, ombreggiamento, materiali chiari e soluzioni basate sulla natura diventano strumenti progettuali necessari per ridurre l’effetto isola di calore urbana.

Materiali e circolarità

La Deliberazione introduce anche criteri legati al riuso, al riciclo e alla riduzione dell’impronta ambientale dei materiali da costruzione. È una direzione chiara: progettare a Roma significherà sempre di più scegliere materiali non solo belli e performanti, ma anche documentabili dal punto di vista ambientale.

Incentivi MBE: fino al 5% di SUL, ma non automaticamente

Uno degli aspetti più interessanti riguarda gli incentivi per gli interventi di Miglioramento Bioenergetico, già previsti dalle NTA del PRG.

Il nuovo Regolamento definisce un sistema di punteggi che può consentire, nei casi ammessi, un incentivo urbanistico fino al 5% della SUL ordinariamente assentibile.

Non è però un premio automatico. L’accesso agli incentivi dipende da:

  • rispetto dei requisiti minimi;
  • raggiungimento dei punteggi previsti;
  • compatibilità urbanistica dell’intervento;
  • corretta asseverazione tecnica;
  • verifica finale delle opere eseguite.

Quando l’incentivo urbanistico non è applicabile, il Regolamento prevede anche la possibilità di un incentivo economico sotto forma di riduzione del contributo di costruzione, ma secondo modalità da definire con successivi provvedimenti.

Il nodo operativo: attenzione all’efficacia

Un punto delicato riguarda l’entrata in piena operatività delle nuove disposizioni. La Deliberazione prevede infatti che il nuovo Titolo III bis abbia efficacia dalla pubblicazione della Determinazione Dirigenziale che approverà lo schema della Relazione tecnica di Compatibilità Ambientale, Efficienza energetica e Comfort Abitativo.

Tradotto: prima di impostare una pratica edilizia, è necessario verificare lo stato aggiornato della modulistica SUET e degli atti attuativi pubblicati da Roma Capitale.

Questo è un passaggio essenziale, perché il rischio non è teorico: presentare una pratica senza inquadrare correttamente la disciplina applicabile può generare richieste istruttorie, sospensioni o correzioni progettuali.

Perché affidarsi a uno studio tecnico specializzato

Il nuovo Regolamento Edilizio Roma 2026 conferma una cosa: la progettazione non può essere ridotta a una pratica amministrativa. Serve una lettura integrata tra urbanistica, edilizia, impianti, sostenibilità, materiali e gestione del cantiere.

Uno studio di architettura a Roma può supportare proprietari, imprese e operatori immobiliari nella verifica preliminare dell’intervento, nella redazione della pratica edilizia, nella progettazione sostenibile, nella direzione lavori e nella corretta chiusura dell’agibilità.

Il nuovo Titolo III bis non è solo una norma “green”: è un cambio di metodo. A Roma, progettare e ristrutturare significa sempre di più dimostrare prestazioni, sostenibilità e qualità abitativa.

Contattaci per una consulenza tecnica personalizzata: progettiamo insieme la soluzione migliore per il tuo immobile a Roma.

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